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Paterno Dugnano (MI) - È tardi, sono le 23.30 del primo
sabato finalmente caldo di questa primavera. Abbiamo viaggiato per tutto
il pomeriggio per giungere a Paderno Dugnano, nei pressi di Milano, dove
il giorno seguente – 23 aprile 2006 – si terrà la seconda tappa del
Campionato di Lega a Squadre di calcio balilla.
Sui divanetti di pelle rossa della hall dell’albergo che ospita i
giocatori, ne parlo con Nicola Colacicco, per tutti Nico, vice
presidente della Federazione Italiana Calcio Balilla (FICB).
d. Un appassionato una volta mi ha detto che il
calcio balilla unisce persone diverse, fa incontrare gente che non
condivide gli stessi interessi. Cosa unisce i giocatori?
R. Senza voler sminuire il gioco del calcio balilla ciò
che unisce gli appassionati è il desiderio di fare goal, di raggiungere
questo obiettivo. Chiunque - sia che si giochi in attacco che in difesa
- può segnare. Tra l’altro durante il gioco ognuno, muovendo le aste in
modo diverso, ha il suo stile, nonostante le regole e il tavolo di gioco
siano gli stessi per tutti.
d. Come nasce l’idea di creare
la Federazione Italiana
Calcio Balilla?
R.
La Federazione
nasce nel 1995, per iniziativa di Massimo Ragona, l’attuale presidente
della Federazione. Al calcio balilla si gioca dagli anni ’40, ma gli
appassionati, prima della nascita della Federazione, non si
incontravano sul tavolo da gioco. Il primo obiettivo di questa
organizzazione è quello di far giocare questi “campioni locali” l’uno
contro l’altro, per farli diventare dei veri campioni, giocando sulla
base di regole condivise.
d. Cosa si propone
la Federazione
per il prossimo futuro?
(a questa domanda Nico risponde con una sicurezza impressionante, si
vede che preferisce parlare di cose concrete)
R.
La Federazione
sta lavorando per il riconoscimento, da parte del CONI, del calcio
balilla come sport. Potremmo anche partecipare alle prossime Olimpiadi
se questo accadesse in tempi brevi come ci auguriamo.
Stiamo lavorando alla creazione di un circuito di gioco per i
diversamente abili. Vorremo che anche loro possano divertirsi con questo
gioco. Per questo oltre che al coordinamento organizzativo stiamo
creando delle attrezzature specifiche, come dei tavoli speciali.
L’altro obiettivo che ci siamo proposti è quello di coinvolgere di più
le donne, che non partecipano ancora come vorremmo. Considerando che la
campionessa del mondo di calcio balilla 2005 è italiana, le ragazze che
vorrebbero giocare dovrebbero essere agevolate a partecipare ai tornei
della Federazione e ad incontrarsi con i giocatori che vivono nella loro
stessa zona.
Far giocare di più i bambini. Il calcio balilla è uno strumento sociale,
fa incontrare le persone. Io ho conosciute molta gente grazie al calcio
balilla, anche persone provenienti da diverse parti del mondo. Il
prossimo novembre a Saint Vincent s’incontreranno giocatori, di quaranta
diverse nazionalità, per disputare le finali del Campionato del mondo.
Per la terza volta
la FICB
avrà l’onore di organizzare la finale di questo Campionato. È
sicuramente un riconoscimento a livello internazionale della buon lavoro
della Federazione.
d. Cos’è
la Lega?
R.
La Lega
è un organo sportivo (di cui Nico è presidente) che coordina il
campionato a squadre di calcio balilla.
La Federazione
organizza invece tornei e manifestazioni per i singoli giocatori. I
campionati a squadre sono una novità recentemente introdotta. Il primo
Campionato di Lega a Squadre che si sta svolgendo in questi mesi – tra
marzo e maggio - prevede tre diverse tappe (Frosinone, Milano e Torino).
Le squadre partecipanti sono suddivise in serie A e B. Ogni squadra è
composta da sei giocatori titolari, più eventuali riserve; con la
squadra di serie A partecipano un giocatore “master” (sedici in Italia),
due giocatori categoria A (sessantaquattro in Italia), due giocatori
categoria B (sessantaquattro in Italia) e una giocatrice categoria
“femminile”.
Le squadre - di serie A - coinvolte sono Caltanisetta, Catanzaro,
Matera, Novara, Pescara, Roma (la squadra in cui gioca Nico in questo
torneo, conclusosi il 7 maggio a Grugliasco (TO), si è classificata
quarta) e Teramo. Per la serie B partecipano venti squadre.
Il giocatore ha due avversari in questo campionato: la squadra
antagonista e il tempo. La variabile è stata introdotta in questa
occasione, si giocano due tempi da 4,30 minuti, su tre diversi tavoli da
gioco. Le specialità sono: singolo, doppio e triplo. Il tempo garantisce
l’incremento dello stress e
dell’adrenalina, caratteristiche tipiche di uno sport competitivo. Il
gioco si fa quindi più coinvolgente.
d. Parliamo della Associazioni “locali”. L’Associazione Calcio
Balilla di Roma è costituita da un gruppo di amici, che oltre a giocare
insieme hanno deciso di fare il gioco, sbaglio?
R. Le associazioni locali sono organi periferici della
FICB, che promuovono il gioco a livello amatoriale sul territorio. Le
associazioni sono tutte in espansione e stanno facendo tutte un buon
lavoro.
L’associazione di Roma (www.romacalciobalilla.it) garantisce due o tre
incontri alla settimana. È stata stilata una classifica romana e ogni
qualvolta si organizza un torneo non manca premiazione ai vincitori con
tanto di applauso. Chiunque viene ad assistere ad uno di questi incontri
rimane impressionato dal numero di partecipanti che intervengono, che si
aggira intorno alle quaranta/cinquanta persone. L’incontro organizzato è
un vero e proprio strumento sociale (Nico ha ribadito più di una volta
questo concetto durante la nostra chiacchierata). Le persone che ora
giocano insieme e sono diventati amici si sono incontrati mediante
l’Associazione. Il rapporto si rafforza grazie all’alta frequenza con
cui ci si incontra. Noi facciamo una cosa che ritengo significativa in
questa società frenetica, festeggiamo, anche solo con un brindisi, il
compleanno di ognuno degli appartenenti al gruppo. Le persone con il
tempo hanno iniziato ad incontrarsi anche al di là delle sale da gioco.
Sono tutte persone in gamba, si è creato un bel gruppo. Spesso i
giocatori portano con loro le famiglie, le mogli, i figli.
Stiamo lavorando - a Roma - affinché si rafforzi ed intensifichi la
rete di locali e sale in cui potersi incontrare.
d. Preferisci giocare al calcio balilla o far giocare gli altri?
R. Entrambi. “Nasco” giocatore, ho iniziato a giocare a
solo sei anni, è da venticinque anni che pratico il calcio balilla. Ho
dato e sto dando molto a questa attività e alla Federazione. Dedico tra
le quattro e le cinque ore al giorno al calcio balilla.
La Federazione
la considero una vera e propria impresa e dopo Massimo Ragona –
presidente della Federazione – ritengo di essere la persona che in
Italia abbia sostenuto maggiormente questo gioco.
Sono una persona a cui piace esserci, essere presente, credo sia una
questione di personalità, per questo oltre a giocare sono attivo in
questa cosa. Mi piacerebbe che tutti gli italiani sapessero che esiste
questo gioco.
d. Cosa fa il Vice presidente della Federazione nella vita?
R. Lavoro in una società di servizi, sono impegnato
circa otto ore al giorno. Inizio a lavorare molto presto, alle 7,00. I
permessi e le ferie sono tutti dedicati al calcio balilla.
Non è sempre facile conciliare la vita privata con la mia passione.
Senza l’aiuto di validi collaboratori non ci riuscirei.
(Mentre parliamo, è ormai mezzanotte passata, arrivano altri giocatori.
Nico, da vero gentiluomo qual è, si scusa, saluta i nuovi arrivati e
torna subito da me. Purtroppo c’è una brutta notizia: un ragazzo che
avrebbe dovuto giocare il giorno successivo ha avuto un incidente e non
potrà esserci. Nico è visibilmente dispiaciuto).
d. Cosa consigli a chi vorrebbe imparare o giocare al calcio
balilla?
R. I miei consigli agli appassionati sono: visitare il
nostro sito (www.ficb.it), seguire la
trasmissione televisiva dedicata al calcio balilla, che va in onda su
taxi channel, canale 863 di Sky, alle 14.00 e in replica alle 20.00,
partecipare agli incontri e agli eventi che organizziamo.
L’altro consiglio è giocare.
La nostra chiacchierata termina qui. È durata un’ora e non me ne sono
resa conto.
Il giorno successivo Nico partecipa alla tappa di Campionato prevista
nel Carrefour di Paderno e gioca da vero “mostro”, come di solito si
apostrofano i giocatori quando portano avanti una partita in modo
strepitoso, mettendo in seria difficoltà l’avversario. Non mentiva
davvero quando diceva che ama sia organizzare il gioco che stare sul
campo.
Pina Spatola |